Il Vomero nell’antico passato era chiamato in un altro modo

"Collina dei broccoli", perché il Vomero veniva chiamato così

Napoli negli ultimi tempi sta acquistando ancora più valore con la sua ondata di turisti, d’altronde come puoi non innamorarti della storia di questa città. Dalla cultura alle tradizioni, passando per i panorami mozzafiato e il buon cibo, fa impazzire fin da subito i suoi turisti.

Eppure anche se i suoi abitanti, fieri delle loro origini, pensino che sappiano tutto della dolce città partenopea si sbagliano di grosso. La storia e la tradizione che c’è dietro ogni angolo di questa città è immensa, proprio grazie alle sue tante dominazioni che in qualche modo hanno tutte contribuito a dare alla luce la meravigliosa città di adesso.

Tutti hanno contribuito a costruire una parte di Napoli, tra cui i suoi quartieri. Questi ultimi sono una particolarità della città azzurra e molti turisti cercano di soggiornare proprio in queste zone per tuffarsi e ridimenzionarsi nella realtà di Neapolis.

Ma solo alcuni di questi quartieri sono i più famosi, tra cui: quartieri Spagnoli, Vomero, Chiaia, Santa Lucia, Decumani e Rione Sanità. Un po’ tutti uno diverso dall’altro, tra un posto più lussuoso fino a uno più caratteristico e tipico di Napoli.

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Napoli e i suoi quartieri, ma solo uno è il più famoso

C’è ne sono proprio di tutti i colori e Napoli fa combaciare diversi gusti e preferenze, adattando e accontentando tutti i tipi di turisti. Dalle zone più vip a quelle più calorose e caratteristiche, nelle quali si nascondo anche i locali più famosi.

Ma c’è un quartiere in particolare che è il più celebre, ovvero il Vomero. Tra il suo fascino è possibile visitare la Basilica Pontificia di San Gennaro ad Antigano, Piazza Vanvitelli, mercatino di Antignano e il Museo delle ceramiche. 

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Vomero e storia, come veniva chiamato prima

Parliamo uno dei quartieri più importanti di Napoli, il quale vanta di molte attrazioni e locali importanti. Ma il suo nome ha origini antiche dovute proprio a una serie di popolazioni.

L’etimologia della parola Vomero inizia prima in epoca greca, la collina vomerese era chiamata Vomòs, nel Seicento, invece, si diffuse il nome Vomer, che i dotti vorrebbero derivare appunto da Vomòs.

Per poi passare all’epoca romana,  la collina vomerese era chiamata Paturcium (probabilmente da Patulcius, nome connesso a Giano, il dio a cui la collina era dedicata) e nell’alto Medioevo, per corruzione linguistica, Patruscolo o Patruscio.

Ma la vera particolarità sta nel fatto che “il Vomero” deriva dal “gioco del vomere” che i contadini della collina praticavano nei giorni festivi, sfidandosi a tracciare con l’aratro il solco più dritto. Per ammirare questo gioco saliva una quantità importante di persone dalla città e per questo il quartiere più amato di Napoli veniva chiamato Vomere.