Perché Massimo Troisi scelse “Ricomincio da tre” come titolo del suo primo film

Perché Massimo Troisi scelse "Ricomincio da tre" come titolo del suo primo film

Massimo Troisi è stato uno dei più grandi esponenti della comicità napoletana; nato a San Giorgio a Cremano nel 1953, si è spento a Ostia il 4 giugno del 1994 in seguito ad una lunga malattia.

Da sempre considerato e soprannominato il Pulcinella senza maschera, perché tra i maggiori interpreti sia nella storia del teatro che del cinema italiano. Lo si ricorda come l’erede naturale di Eduardo e Totò.

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Ricomincio da tre, l’opera omnia di Massimo Troisi

Ricomincio da tre è il film con il quale Massimo Troisi debutta alla regia; per quanto siano molteplici gli intermezzi comici non è un film che vuole far ridere ridere. Nella pellicola, infatti, il regista dimostra tutto il suo talento e tutta la sua abilità nel fare in modo di ribaltare alcuni stereotipi che sono legati a Napoli. A quei tempi, in quella circostanza in modo particolare il fenomeno legato all’emigrazione.

Lo stesso titolo nasconde un pensiero molto importante e soprattutto soprattutto costruisce l’identità del personaggio. A spiegare cosa significa è lo stesso Gaetano durante una discussione con Lello Arena. La volontà del protagonista è quella di ricominciare, ma non da zero come accade abitualmente ma da tre. Tre cose mi sono riuscite nella vita, perché devo perdere pure quelle?  Devo  ricominciare  da zero? Da tre!

Diretto nel 1981, la pellicola è stata recitata quasi del tutto in napoletano e il successo fu talmente tanto eclatante da consentire a Troisi di aggiudicarsi due David di Donatello e quattro Nastri d’Argento. La trama ruota intorno a Gaetano che te convinto di voler lasciare la sua famiglia tradizionale e partire alla volta di Firenze.

È proprio l’ingresso in questa nuova città che lo metterà davanti ai tanti luoghi comuni circa l’accostare il napoletano ad essere solo un migrante. Gaetano cercherà in tutti modi di togliersi questa etichetta da dosso, spiegando che il suo è un semplice viaggio. Viene ripreso in momenti di vita quotidiana, momenti fatti di fragilità, di insicurezza dove spesso solo l’ironia può aiutare ad andare avanti.

In lui scatta il desiderio di allontanarsi da una realtà come quella di Napoli, dalle sue contraddizioni, dal suo essere esuberante, dai gesti molto enfatizzati di tutti i personaggi della sua famiglia. Ma al tempo stesso sente la mancanza delle sue radici e della sua terra.

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Tanti i personaggi che affollano il film, come ad esempio Raffaele Sodano che è interpretato da Lello Arena ed è il migliore amico di Gaetano con cui molto spesso si trovano ad affrontare discussioni molto accese. Come non citare anche Robertino che è un giovane impacciato e pieno di fissazioni.

Insomma, Ricomincio da tre ottenne nel giro di breve tempo un successo a dir poco straordinario e il film venne definito come salvatore del cinema italiano in un momento storico in cui il grande schermo stava affrontando poche difficoltà.