1° Femminicidio 2025: Napoli vicina alla famiglia di Elisa

Primo femminicidio 2025

Un unico proiettile mentre era in salotto: così Daniele ha ucciso la moglie Elisa Stefania e poi si è suicidato.

Cosa è emerso dalle indagini sulla tragedia di Gualdo Tadino, dove una guardia giurata ha sparato alla moglie prima di togliersi la vita.

Così si è interrotta la vita di Elisa e Daniele, marito e moglie da pochi mesi. Le indagini sono in corso, ma la dinamica è stata chiara sin da subito: lui ha sparato alla moglie, uccidendola con un solo proiettile, e poi si è tolto la vita. La tragedia si è consumata a Gualdo Tadino, dove vivevano, cittadina diventata così teatro del primo femminicidio del 2025 in Italia.

Elisa Stefania uccisa con un proiettile dal marito Daniele Bordicchia

Elisa Stefania Feru aveva 29 anni ed era cittadina italiana, ma originaria della Romania. Lavorava come operatrice socio-sanitaria all’Istituto Serafico di Assisi, dove si occupava dell’assistenza a bambini disabili. Solo pochi mesi fa aveva indossato l’abito bianco per sposare Daniele Bordicchia, 38 anni. La foto di quel giorno campeggia sulla pagina Facebook di lei. Sul social poi una frase: “Il tuo primo dovere… Essere Felice”. Sembra però che il rapporto fosse già in crisi e che lui non riuscisse ad accettarlo.

Daniele Bordicchia lavorava come guardia giurata per una ditta di vigilanza. Ha usato la sua Glock 17 calibro 9, l’arma di servizio regolarmente detenuta, per colpire la moglie. Un solo colpo le è stato fatale. Poi ha rivolto l’arma verso sé stesso, suicidandosi.

I vicini nella piccola comunità di Gaifana hanno spiegato di non avere sentito litigi, ma a quanto pare, i rapporti tra marito e moglie erano piuttosto tesi negli ultimi tempi. A dare l’allarme il 5 gennaio sono stati i genitori di Bordicchia, che abitano poco lontano. Hanno raggiunto l’abitazione della coppia per portare a spasso i loro cani come facevano normalmente e hanno scoperto la tragedia. Il cadavere di Elisa era in salotto, quello di Daniele in camera da letto.

Ancora da accertare però quando è avvenuto l‘omicidio-suicidio. Sembra infatti che marito e moglie siano morti parecchie ore prima che i cadaveri venissero trovati. Dubbio che potrà essere chiarito dal medico legale.

“Difficile trovare le giuste parole di fronte a un evento così tragico che ha scosso la nostra comunità”, dice la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti. “La violenza di genere e in famiglia – afferma – è uno dei più grandi problemi sociali attuali, che ci interroga tutti sulle cause e obbliga ognuno, a partire dalle istituzioni, a fare la propria parte. Non c’è più tempo da perdere ed è sempre più urgente intensificare i momenti di riflessione e confronto sul tema della prevenzione in primis, per arginare un fenomeno doloroso e complesso che tocca in maniera trasversale tutte le fasce sociali e che, sempre più spesso, viene riconosciuto troppo tardi. Sicuramente – sottolinea ancora la presidente – la mia azione di governo sarà volta a sostenere la rete di protezione delle donne per consentire un intervento tempestivo alle prime avvisaglie di violenza nell’ambito delle relazioni che vivono momenti di crisi. Ma dovrà essere anche volta ad implementare l’azione dei centri per la fuoriuscita degli uomini dalla violenza perché è necessario pensare percorsi ad hoc per chi agisce in modo violento”.