Campi Flegrei, l’elenco delle scuole chiuse per i controlli: la situazione in aggiornamento in una fase concitata dell’emergenza con la popolazione ormai stremata ed impaurita per le continue scosse che si stanno registrando con sempre maggiore frequenza. Andiamo a vedere tutti i dettagli e le misure di sicurezza adottate per quel che riguarda gli edifici scolastici.
Le scuole di Pozzuoli restano chiuse per permettere il proseguimento delle verifiche strutturali dopo le recenti scosse di terremoto. La decisione è stata annunciata dal sindaco Gigi Manzoni tramite i suoi canali ufficiali, sottolineando la necessità di completare le operazioni di controllo sugli edifici scolastici.
“Stiamo procedendo con le ispezioni nelle scuole – ha dichiarato il primo cittadino – e alcune attività di verifica devono ancora essere ultimate”. Con l’ordinanza n. 90 del 16 marzo, il Comune ha disposto la parziale revoca del precedente provvedimento (ordinanza n. 72 del 13 marzo), permettendo la riapertura delle scuole secondarie di secondo grado sotto la competenza della Città Metropolitana, oltre agli istituti San Giuseppe, De Santis e il Polo Culturale di Palazzo Toledo. Per le altre scuole, invece, le lezioni restano sospese per consentire il completamento dei controlli.
Quasi 200 sfollati a Napoli dopo le scosse
A Napoli, invece, la situazione scolastica appare più stabile: gli istituti nei quartieri di Bagnoli e Fuorigrotta hanno ripreso regolarmente le attività, come comunicato dal sindaco Gaetano Manfredi.
Le recenti scosse sismiche che hanno colpito l’area partenopea hanno portato all’evacuazione di 198 persone dalle loro abitazioni. Di queste, 17 hanno trovato accoglienza in una struttura a via Acate e altre 16 presso la sede di Marechiaro. Gli eventi sismici, con magnitudo 4.4 del 13 marzo, 3.5 del 14 marzo e 3.9 del 15 marzo, hanno reso necessarie verifiche di sicurezza e l’allestimento di aree di assistenza per i cittadini coinvolti.
Nella mattinata di ieri, presso la sede del Centro Operativo Comunale di via Cupa Principe 48, si è riunita l’Unità di Crisi per fare il punto della situazione. Presenti al tavolo il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, il prefetto Michele di Bari, il capo del Dipartimento della Protezione Civile Fabio Ciciliano, il direttore della Protezione Civile regionale Italo Giulivo, il direttore della ASL Napoli 1 Ciro Verdoliva e il dirigente della Protezione Civile Comunale Salvatore Iervolino. All’incontro hanno partecipato anche l’assessore al welfare Luca Trapanese e rappresentanti della Protezione Civile nazionale.
Nessuna evacuazione di massa, il Comune rassicura
Durante la riunione, l’amministrazione comunale ha ribadito che l’emergenza attuale è di natura bradisismica e non vulcanica. Non ci sono, dunque, rischi di eruzione imminente che giustificherebbero un’evacuazione generale. L’obiettivo delle autorità è garantire la sicurezza degli edifici e fornire assistenza ai cittadini colpiti.
In caso di scossa, vengono attivati i protocolli di emergenza con l’allestimento di Aree di Attesa e Aree di Accoglienza. Le prime sono punti di raccolta immediata per fornire informazioni e supporto alla popolazione, mentre le seconde sono spazi attrezzati per chi ha necessità di soggiornare temporaneamente lontano dalla propria abitazione.
Le Aree di Attesa predisposte dalla Protezione Civile si trovano in viale della Liberazione, viale Ippodromo e presso l’ex base NATO. Al momento, due Aree di Accoglienza sono operative: una presso la Municipalità 10 in via Acate e l’altra nella struttura “San Francesco di Assisi” a Marechiaro.
Le indicazioni per i cittadini in difficoltà
Chi è stato costretto ad abbandonare la propria casa può accedere a diverse forme di assistenza. Le persone il cui domicilio è stato dichiarato inagibile rientrano nel programma di Contributo di Autonoma Sistemazione (CAS), che prevede un sostegno economico o l’alloggio in strutture convenzionate con la Regione Campania e Federalberghi.
Per coloro che, pur senza provvedimenti di sgombero, temono di rientrare nelle proprie abitazioni, sono previsti sopralluoghi prioritari per verificare la sicurezza degli edifici. Se non emergono criticità, i cittadini saranno invitati a rientrare nelle loro case.
Inoltre, si sottolinea la distinzione tra la valutazione di agibilità degli edifici e gli studi di vulnerabilità. La prima è un’analisi immediata per determinare se una struttura è sicura dopo le scosse, mentre i secondi saranno effettuati successivamente per verificare lo stato generale degli edifici nel lungo termine (qui altri aggiornamenti sulla crisi sismica dei Campi Flegrei).
Nel complesso, le persone allontanate dalle loro case sono 214, di cui 198 ufficialmente sgomberate. Di queste, 55 si trovano attualmente ospitate in alberghi, mentre 126 hanno trovato una sistemazione autonoma.