Lecce-Napoli, le pagelle: Raspadori, gioiello che sa di scudetto. Rrahmani monumentale

Pagelle Lecce-Napoli

Lecce-Napoli, le pagelle: Raspadori, gioiello su punizione che dal sapore di scudetto. Rrahmani monumentale leader della difesa, Meret lucido, Olivera non sbaglia nulla. Andiamo a vedere le pagelle della partita che avvicina gli azzurri.

Era questa la trasferta più insidiosa per il Napoli che riesce a tornare da Lecce con il bottino pieno: in attesa della partita dell’Inter contro il Verona gli azzurri volano a +6 in classifica e cominciano a sognare seriamente il Quarto Scudetto, il secondo in tre anni. Contro i salentini sugli scudi Raspadori, autore del gol vittoria con una punizione magica e la difesa che ha annullato tutti i tentativi di pareggio degli avversari.

Ottime le prove di Rrahmani ed Olivera, ma anche di Politano e Anguissa. Andiamo a vedere le pagelle del match.

Pagelle Napoli: Meret attento, Olivera leader anche da centrale difensivo

Meret 6.5: coraggioso nelle uscite alte, sembra voler ricordare al mondo che anche lui ha i guanti buoni. Si prende responsabilità nei momenti caldi e trasmette sicurezza. Non fa parate da copertina, ma risponde sempre presente.

Di Lorenzo 6.5: meno pressante rispetto al solito nella metà campo avversaria, ma dietro non sbaglia un colpo. Finale da leader silenzioso, uno di quelli che si nota solo quando manca.

Rrahmani 7.5: chiude ogni varco come se avesse il teletrasporto. Krstovic annullato con eleganza: applausi. Impeccabile negli anticipi, sempre un tempo d’anticipo sul diretto avversario.

Olivera 7: all’esordio da centrale, si cala nella parte come un veterano. Preciso, pulito e sorprendentemente bravo in impostazione. Una carta tattica in più per Conte.

Spinazzola 6.5: corre con ordine, spinge quando serve e fa la guardia alla fascia come un cane da pastore. Non si concede voli pindarici, ma sbaglia poco e nulla.

McTominay 6.5: recupera palloni come figurine rare, ma a volte si perde nei passaggi. Sempre pericoloso quando crossa. Una presenza che si sente, anche se a tratti scolastica.

Lobotka 6.5: si incolla a Coulibaly e lo annulla finché regge. Poi prende un colpo e deve alzare bandiera bianca. Solita intelligenza tattica da professore universitario (dal 54’ Gilmour 6: entra con voglia, ma sbaglia qualcosa di troppo nel finale. Ancora acerbo per certe serate, ma non si tira indietro).

Politano moto perpetuo, Lukaku si sacrifica ancora

Anguissa 6.5: presenza costante, fisico da gladiatore e intelligenza tattica. Il centrocampo lo sente eccome. Uomo ovunque, ma senza strafare.

Politano 6.5: parte forte e manda Lukaku in gol (che poi il Var cancella). Mai pigro, mai fuori dal gioco. Uno di quelli che suda anche in conferenza stampa (dall’86’ Ngonge sv).

Raspadori 7.5: si guadagna la punizione, si prende la scena, la piazza all’angolino. Magia pura, gol pesante come il piombo. Decisivo senza strafare, chirurgico come un orologiaio svizzero (dal 78’ Billing 6: entra deciso, tiene botta e aiuta nei minuti caldi. Un ingresso utile e ordinato).

Lukaku 6: il Var gli toglie la gioia, ma lui resta lì, fa sponda e partecipa all’azione decisiva. Non segna, ma serve. Si sbatte tra i centrali avversari come un lottatore greco (dall’86’ Simeone sv).

Conte 7.5: soffre, urla, si sbraccia e perde pure un altro titolare. Ma alla fine se la ride: tre punti d’oro, e il sogno scudetto prende forma. Una squadra che gioca come il suo allenatore: feroce, compatta, testarda.