Il Napoli inciampa in casa contro un Genoa già in infradito e con la testa (giustamente) al prossimo campionato. Al Maradona arriva un 2-2 che sa di beffa, di occasione mancata, di quei sogni che sembrano lì a portata di mano e che poi rischiano di scivolare via come un pallone su un campo bagnato. Ora l’Inter è a un solo punto, e a due giornate dalla fine lo scudetto è ancora un rebus.
Il Napoli di Conte inciampa sul più bello e sulla partita che sulla carta era considerata come la meno insidiosa delle ultime tre in programma. Al Maradona gli azzurri vanno due volte in vantaggio ma si fanno recuperare sia dopo il gol di Lukaku che su quello di Raspadori. Amaro in bocca per l’errore di Meret sul primo pareggio rossoblu e sulla difesa che si fa incartare due volte.
Ci mette il suo anche Conte che si fa prendere dalla paura e sbaglia i cambi: perché togliere dal campo Raspadori e non Lukaku che alla fine non ne aveva più e magari inserire qualche minuto prima Neres? Domande che non troveranno risposta, anche quelle sulla difesa apparsa troppo immobile sulle reti prese stasera. Andiamo a vedere i top e i flop della partita.
Di Lorenzo non incide, Olivera sbaglia tutto, Spinazzola spinge e non difende
Meret 4.5: il destino a volte è crudele. Sul primo gol subisce una carambola degna di un flipper impazzito, ma la reattività è quella di chi ha appena finito una maratona Netflix. Impacciato, certi errori non si possono compiere quando ti stai giocando lo scudetto.
Di Lorenzo 5: se si cercasse un sinonimo di inconsistente, ecco la sua partita. Si affaccia ogni tanto nella metà campo avversaria, ma sembra più un turista che un terzino determinato. Impreciso.
Rrahmani 5.5: prestazione senza lode e senza infamia. Pinamonti lo fa sudare più del previsto, e sui palloni alti va in apnea. Ma alla fine resta in piedi, come un vecchio lampione in una tempesta. In costante affanno.
Olivera 4.5: il duello con Messias lo vede spesso perdente. Sul 2-2 si incarta con Billing in una scena che nemmeno la regia di un film horror avrebbe osato scrivere. Inadeguato in marcatura sulle palle alte.
Spinazzola 5.5: parte con l’idea giusta, sbagliando un tocco facile per Lukaku, ma poi si rifà. Corre, si smarca, trova spazi. Gli manca solo una mappa per arrivare al gol. Ma dietro si distrae parecchio.
McTominay 6.5: il centrocampista con il cervello acceso. Illumina il gioco con un paio di giocate da applausi, compresi due assist che gridano “Premier League” da ogni poro.
Gilmour fa confusione, Anguissa sbaglia un gol fatto. Politano c’è sempre
Lobotka sv: esce subito per una caviglia capricciosa (dal 12’ Gilmour 5 : ingresso molle, come un soufflé sgonfio. Nel secondo tempo regala un paio di palloni agli avversari: generoso, ma non nel senso buono).
Anguissa 5: impacciato, confuso, spaesato. Nel primo tempo sembra avere le gambe bloccate, poi si riprende un po’, ma non cambia l’inerzia. Fallisce un gol fatto che avrebbe chiuso il match sul 3-1.
Politano 6: è il primo a scaldare i motori: sinistro velenoso e fuori di poco. Poi si spegne lentamente, come una candela a fine cena (dall’84’ Neres sv: forse in campo prima non sarebbe stata un’idea sbagliata).
Raspadori 6.5: anonimo per 45, poi nella ripresa si accende e quando ha il pallone tra i piedi succede qualcosa. Si muove bene, calcia meglio, e segna con un sinistro d’autore. Ma viene tolto nel momento clou (dall’80’ Billing 5: anche lui entra nella disattenzione finale, come se qualcuno avesse spento la luce proprio mentre entrava in scena).
Lukaku 6.5: lotta, segna, si sbatte. La sua fisicità è un’arma, la sua voglia un esempio. Ma predica nel deserto quando la squadra si sgonfia come un pallone bucato. Cala nel finale.
Conte 5: dopo il 2-1 la squadra si siede, lui pure. Sceglie di proteggere il vantaggio con cambi prudenti e alla fine il pareggio arriva puntuale, come una tassa non dichiarata. Due punti persi che potrebbero pesare parecchio in questi 180′ da giocare.
dal Maradona Vincenzo Rea