Sanremo 2025, Achille Lauro e l’amore per Napoli: “La città più bella del mondo”. Le parole dell’artista romano durante il Festival. Anche stasera in finale l’ex giudice di X Factor ha fatto parlare di sé.
Sono tanti gli artisti che in questo Festival di Sanremo 2025 hanno espresso il loro amore e legame verso la città di Napoli pur vivendo in altri posti d’Italia. Non solo Rose Villain, finita al centro delle attenzioni sin dalla prima serata con quella frase urlata nei suoi confronti chiaramente in napoletano (qui i dettagli).
Nei giorni scorsi anche Achille Lauro ha voluto esprimere tutto il suo gradimento verso il capoluogo partenopeo, usando delle parole che non sono passate certamente inosservate e inascoltate dal pubblico, non solo di Napoli.
Achille Lauro e l’amore verso Napoli: perché si chiama così
Achille Lauro ha espresso il suo amore per Napoli in un video condiviso sui suoi profili social. Durante Sanremo, l’artista romano parla della sua passione per il capoluogo campano, affermando: “È la città più bella del mondo. A Natale, poi, è uno spettacolo. Ma che ne sa il resto del mondo di Napoli”.
Parole che hanno fatto il giro del web e che ovviamente hanno trovato il gradimento del pubblico e dei suoi fan. Ma c’è anche dell’altro, dettagli che portano a pensare che tra il cantautore romano e il capoluogo campano ci sia un certo feeling.
Il nome di Achille Lauro oggi è noto soprattutto tra i giovani, evocando immediatamente la figura di Lauro De Marinis, artista poliedrico e provocatorio che ha conquistato il grande pubblico con la sua musica e le sue performance fuori dagli schemi.
Nato nel 1990 a Verona ma cresciuto a Roma, il rapper ha calcato per ben due volte il palco del Festival di Sanremo prima dell’edizione del 2025. Tuttavia, dietro il suo nome d’arte si cela un legame con la storia d’Italia che in pochi conoscono: il suo pseudonimo è infatti ispirato a una figura ben più antica e controversa, l’armatore e politico Achille Lauro.
L’armatore Achille Lauro: tra affari e politica
Achille Lauro nacque nel 1887 a Piano di Sorrento, erede di una famiglia di armatori. Seguendo le orme paterne, fondò la Flotta Lauro, che divenne un vero impero nel settore della navigazione.
Durante il periodo fascista, divenne consigliere nazionale della Camera dei Fasci e delle Corporazioni e, nel 1939, assunse la presidenza del Calcio Napoli, incarico che mantenne fino al 1969.
La sua carriera conobbe una battuta d’arresto durante la Seconda Guerra Mondiale: arrestato dagli Alleati dopo le Quattro Giornate di Napoli, fu internato nel campo di Padula e successivamente incarcerato, per poi essere assolto nel 1945.
Il “Comandante” e la sua Napoli
Ma Achille Lauro non fu solo un imprenditore: la sua ascesa politica lo portò a diventare sindaco di Napoli dal 1952 al 1957 e poi nuovamente, seppur per pochi mesi, nel 1961. Fondatore del Partito Nazionale Monarchico, fu una figura amata e contestata, capace di conquistare le masse con il suo carisma.
I napoletani lo chiamavano “Comandante”, un titolo che rifletteva il potere e l’influenza che esercitava sulla città. Tuttavia, il suo mandato fu segnato da speculazioni edilizie, un fenomeno immortalato dal regista Francesco Rosi nel celebre film “Le mani sulla città”.
Due epoche, due destini diversi, ma un solo nome che continua a riecheggiare nella cultura italiana, tra musica e storia.