Starace lascia il Napoli: “Mi fermo, ora faccio il tifoso”

Starace, addio al Napoli

Starace lascia il Napoli: dopo 50 anni trascorsi in azzurro il celebre magazziniere ha preso una decisione importante che ha stupito i tifosi proprio nell’anno del centenario del club partenopeo. 

Una figura storica, quasi mitologica per il Napoli e per i suoi tifosi, saluta dopo mezzo secolo di presenza silenziosa ma fondamentale. Tommaso Starace, storico magazziniere del club partenopeo, ha annunciato ufficialmente il suo addio alla società azzurra, chiudendo un capitolo lungo 50 anni vissuti interamente al servizio del club.

Ad annunciarlo è stato lo stesso Starace con un messaggio su Instagram rivolto ai tifosi, nel quale ha espresso il desiderio di concedersi finalmente un po’ di riposo e di tempo da dedicare alla famiglia. Una decisione presa con serenità, ma che inevitabilmente segna la fine di un’epoca per il Napoli e per chiunque abbia conosciuto e condiviso con lui il dietro le quinte di decenni di calcio vissuti con passione.

Da Maradona allo scudetto del 2023: cinquant’anni da protagonista silenzioso

Entrato in società negli anni Settanta, Starace ha vissuto tutte le ere del club partenopeo. Ha iniziato la sua avventura con mansioni umili, per poi diventare negli anni figura chiave dello spogliatoio. Con il tempo, è divenuto qualcosa di più di un semplice magazziniere: una presenza costante, una voce amica, un legame umano tra generazioni di calciatori, tecnici e dirigenti.

Il suo rapporto con Diego Armando Maradona è rimasto nel cuore di tutti. Maradona lo stimava al punto da volerlo accanto persino durante il Mondiale del 1990. Ma il legame con i calciatori non si è limitato ai grandi del passato.

Nel corso degli anni, Starace ha accompagnato anche l’era di Hamsik, Cavani, Mertens, Insigne e Osimhen, conquistando la fiducia di chiunque abbia vestito la maglia azzurra. Il suo gesto simbolo, il caffè pre-partita, era divenuto un rito irrinunciabile, quasi scaramantico, al punto da essere celebrato anche in campo dopo i gol.

L’ultima corsa sul bus scudetto e l’omaggio della città

Starace ha partecipato a ogni tappa importante della storia del Napoli, ma è stata la recente vittoria dello scudetto, nel 2024, a suggellare in modo perfetto la sua lunga carriera. La festa per il tricolore ha rappresentato anche il suo ultimo giro d’onore, accolto dall’abbraccio della città e dallo sguardo riconoscente di migliaia di tifosi che lo considerano parte integrante della storia del club.

In quei giorni di festa, è apparso sorridente sul bus scoperto accanto alla squadra, mentre la città esplodeva di gioia. Pochi però sapevano che quella sarebbe stata la sua ultima apparizione ufficiale al fianco del gruppo. Non ci sono stati annunci formali da parte della società, ma le voci sulla sua assenza durante i ritiri estivi avevano già fatto nascere molti sospetti tra gli appassionati. Il suo saluto, arrivato poi con parole semplici, è stato più eloquente di qualsiasi comunicato.

Un’eredità umana, prima che professionale

La grandezza di Tommaso Starace non risiede nei numeri o nelle statistiche, ma nei gesti quotidiani e nella discrezione con cui ha accompagnato il Napoli per mezzo secolo. Ha incarnato con semplicità l’identità popolare e appassionata del club, diventando parte dell’immaginario collettivo dei tifosi, al pari dei grandi nomi che hanno indossato la maglia.

Oggi, la sua figura lascia un vuoto difficilmente colmabile. Non solo perché era il custode materiale dello spogliatoio, ma perché rappresentava un legame autentico con la memoria storica del club, un ponte tra passato e presente, tra generazioni e stili di gioco, tra epoche e presidenti.

Un caffè per Maradona, un addio alla città

A distanza di poche ore dall’annuncio ufficiale, Starace è stato visto nei Quartieri Spagnoli, con il suo inseparabile caffè in mano, davanti al murale di Maradona. Un gesto semplice, ma carico di significato: quasi un ultimo saluto alla leggenda, al Napoli e a quella parte di vita che ha deciso ora di lasciare alle spalle.

Tommaso Starace resterà per sempre nei ricordi di chi ama questa squadra. Non ci sarà più il suo passo tra i corridoi di Castel Volturno, ma l’eco della sua presenza continuerà a vivere nei racconti, nelle foto, nei video e nei cuori dei tifosi. Perché alcune persone, nel calcio come nella vita, non si sostituiscono: restano per sempre.