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Il Napoli dura un tempo: la Samp ringrazia, il San Paolo fischia

11944902_917703464963815_638253195_nIl Napoli non si rialza, inciampa anche al San Paolo al debutto casalingo e rinvia ancora l’appuntamento con la prima vittoria della stagione. Condizione fisica ancora precaria per gli uomini di Sarri che dominano la Sampdoria di Zenga per 45′ ma poi si sciolgono nella ripresa con errori di ogni tipo che mandano all’aria tutto quello che di buono si era costruito nella prima frazione di gioco. Fischi impietosi a fine gara da parte del pubblico (non numerosissimo) che ha avuto la pazienza di aspettare il miracolo nel finale di partita che non è arrivato, purtroppo. La miseria di un punticino racimolato in due partite – con avversari non di prima fascia ma rodati – rappresenta un bottino troppo magro per una squadra che faceva ben sperare ai nastri di partenza nonostante un mercato mai decollato soprattutto in difesa e centrocampo. Troppi i giocatori ancora fuori condizione, su tutti Allan e Valdifiori, impacciato Hysaj e Maggio ancora non al top in una difesa a 4 che è riuscita a beccare 4 reti in 180′.

Dal calendario non ci si aspettava un’inizio così avaro di soddisfazioni per il Napoli, partenza molto lenta, peggiore di quella della passata stagione che è stata – almeno in campionato – fallimentare. Note positive solo per Insigne e Higuain che nonostante la forma non smagliante è stato infallibile nei primi 45′. Hamsik a corrente alternata, da incubo Albiol, benino Koulibaly che si è trovato a dover mettere pezze in una retroguardia poco coperta dal centrocampo. Callejon evanescente, ancora incredibilmente in panchina Gabbiadini e Mertens che storcono ancor di più il naso. Adesso per Sarri saranno veramente dolori con le critiche che non si contano, situazioe delicata e musi lunghi negli spogliatoi. Napoli – Samp di stasera sembra il trailer di un film già visto troppe volte nella passata stagione, solo una inversione di tendenza repentina potrebbero rialzare un ambiente adesso veramente depresso. Un peccato dopo i primi 45′ ma purtroppo in serie A le gare finiscono al 95′ e se non si lotta con il coltello tra i denti fino alla fine poi si rischiano le figuracce.

Sarri sceglie una formazione leggermente diversa – negli uomini ma non nell’idea di gioco – rispetto all’esordio con il Sassuolo, un po’ per necessità ma soprattutto per scelte tecniche: difesa ancora nuova con Hysaj e Maggio sugli esterni, Koulibaly prende il posto di Chiriches al fianco di Albiol; a centrocampo Allan nei tre e Insigne dietro la coppia Higuain – Callejon. Ancora panchina per Gabbiadini che Sarri probabilmente non vede seconda punta al fianco di Higuain.

Primo tempo tutto di marca partenopea (Reina praticamente inoperoso per 45′) con il Napoli che parte subito forte e trova il vantaggio (8′) con Higuain su splendido assist di Insigne. Proprio Lorenzo sugli scudi e migliore in campo: il ‘Magnifico’ la bella novità di questo Napoli con il folletto che svaria su tutto il fronte d’attacco e propizia tutte le azioni pericolose del Napoli. Il tiro ancora di Insigne che si stampa sul palo avrebbe meritato miglior sorte, la Samp rimane a galla. Zenga e i suoi ci capiscono davvero poco non riuscendo ad arginare l’impeto azzurro, e il raddoppio (sfiorato in più circostanze) arriva puntuale – quasi come la normale conseguenza di quanto prodotto in campo dai ragazzi di Sarri – al 39′ ancora con Higuain (in ritardo di preparazione ma infallibile sotto rete) questa volta imbeccato chirurgicamente da Allan.

Ma il calcio è davvero strano, partite che sembrano dominate e in cassaforte spesso si complicano quando la condizione fisica – che conta tantissimo – inizia a essere precaria, soprattutto in avvio di stagione con gli avversari che non si arrendono volendo fare belle figure anche al cospetto di avversari più quotati. Così nella ripresa accade di tutto con il Napoli che parte pure benino ma che alla prima ingenuità di Albiol la Samp – sin li inesistente – trova il gol su rigore con Eder. Un minuto dopo i fantasmi del passato si materializzano sul San Paolo: è ancora Eder che ‘si beve’ con una disinvoltura disarmante un’imbarazzante Albiol che abbocca a tutte le finte dell’attaccante doriano che poi di destrezza fredda Reina. Sarri corre ai ripari mandando in campo Lopez per Allan (anche l’ex Udinese parecchio indietro di condizione), il Napoli sembra sulle gambe come una settimana fa. Entra pure Jorginho per Valdifiori, le due squadre si spaccano in due tronconi e Sarri si gioca il terzo cambio lasciando le punte in panchina: Ghoulam prende il posto di Hysaj sulla sinistra, il popolo del San Paolo incrocia le dita vedendo parecchi elementi in campo veramente stanchi.

Nel finale il Napoli ci prova prestando però il fianco alla Samp che con Eder e Muriel riparte veloce trovando un baluardo inespugnabile in Reina che salva la sua porta in almeno due circostanze. Non accade più nulla, il Napoli pareggia con la Samp aprendo due settimane di passione: se ad Empoli le cose non dovessero andare bene non si escludono decisioni drastiche anche per Sarri.

dal San Paolo Vincenzo Rea

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